” In coda davanti alla segreteria di piazza S. Marco a Firenze, in attesa del mio turno per iscrivermi ad Architettura, cambiai idea: avrei fatto Storia dell’Arte. “

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Non potevo dimenticare l’emozione che mi aveva dato la prima lezione al liceo di un professore appassionato che ci aveva parlato di antica Grecia, di acropoli, arte e filosofia, templi, miti e statue di marmo. Il cuore mi portava lì e così decisi per Storia dell’Arte. Non mi sono mai pentita. Ho fatto l’università dicendo a me stessa: mai e poi mai insegnerò. Poi ho vinto il concorso a cattedre per l’insegnamento della Storia dell’Arte nelle scuole superiori ed ho iniziato un’avventura appassionante che mi ha portato per tanti anni in classe davanti a ragazzi curiosi, vivi, desiderosi di imparare e di intraprendere il loro viaggio straordinario nella vita alla conquista della propria individualità, della propria libertà. L’arte è il viatico più intrigante che ho cercato di consegnare loro: spero con garbo e competenza. Le pagine che seguono sono il mio saluto affettuoso agli studenti, ora che sono in pensione…

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