Il Tiepolo a Wurzburg

Il Tiepolo a Wurzburg

VIAGGI. Un ottimo motivo per andare a Wurzburg? Immergersi nello spettacolo dell’arte europea del Settecento.. Tenendo d’occhio due date: il 1750, quando Giambattista Tiepolo arriva nella Residenza Vescovile della città renana col suo bagaglio latino di colori, entusiasmo e ironia; il 1755, quando J.J. Winckelmann raggiunge per la prima volta Roma scoprendone con piglio filologico tutto tedesco il fascino dell’antico, dei marmi e delle rovine: Tiepolo chiude un’epoca, il Barocco, negli stessi anni in cui Winckelmann ne apre un’altra, il Neoclassicismo illuminista: l’Europa è nata davvero, con le sue contraddizioni e la sua ricchezza culturale…

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Tiepolo artista straordinario, come Veronese strenuo assertore della libertà dell’arte: i suoi personaggi sanno sopportare con leggerezza e ironia il peso dell’esistenza: per esempio, spogliandosi della resa fisica dei corpi barocchi per diventare eterei, effimeri, impressionisti ante litteram
L’immancabile scalone (come non ricordare la reggia di Caserta?)
La volta affrescata del sontuoso scalone è il capolavoro di Giambattista Tiepolo
Gli affreschi convivono armoniosamente con la melodia degli stucchi e delle ariose finestre; la luce intensa fa da collante
L’Omaggio del mondo al principe vescovo è il soggetto rappresentato: ma perché si insiste a parlare di globalizzazione come se fosse un tema nato oggi?
Scorci arditissimi, pittura di tocco appresa da Veronese, cangiantismi liberi, suggestioni materiche: è il trionfo della libertà dell’arte
Il mondo fuori dall’Europa come esotismo, tema caro al secolo dei Lumi
Abilità tecniche strepitose: il fraseggio rocaille, le pastorelle d’Arcadia, dame e cicisbei si possono riconoscere nella decorazione zuccherina degli stucchi rigorosamente bianchi: tanto distanti, opposti!, al bianco marmoreo del Winckelmann
La fuga dei saloni
La Chiesa di corte, con riferimenti espliciti al barocco romano
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